sabato 1 settembre 2012

SI RIPARTE!



È arrivato Settembre, è arrivato lo sborino che arreca cagarella a chi, incurante, non si copre e il circo del calciomercato ha definitivamente chiuso i battenti: se tre indizi fanno una prova è finalmente arrivato il momento di lasciar parlare solo il campo. 

Se la prima giornata aveva già confermato i dubbi e le certezze che aleggiavano sotto l'ombrellone, chi si aspettava dal mercato i botti finali per poter sognare un po' di più è rimasto deluso.

La serie A riparte orfana sì di diversi top players, ma soprattutto orfana di una generazione di campioni che sono stati protagonisti assoluti degli ultimi quindici anni: da Del Piero a Inzaghi, passando per Zambrotta, Nesta, Gattuso, onore a questi campioni del mondo che dall'under21 fino all'ultima passerella d'addio hanno sempre tirato fuori grinta e orgoglio da gladiatori e rimarranno ora delle vere e proprie icone per le generazioni future. I gol “alla Del Piero” continueranno a chiamarsi così fino a che non arriverà qualche scugnizzo in grado di ripetere la stessa prodezza in serie per almeno un anno o due e, se possibile, con maggior spettacolarità. I predatori d'area continueranno ad evocare Superpippo fino a quando non si inventeranno una maniera nuova di sgraffignare tonnellate di gol nell'area piccola. Il termine “Nesta” sarà sinonimo di saracinesca difensiva e “Gattuso” di mastino di centrocampo fino a quando qualche personaggio del loro calibro nn prenderà il loro posto, ma ne dovranno correre di kilometri, parola del buon Zambrotta, inesauribile tornante sulla scia del glorioso Cabrini. 

Eppure potrebbe essere proprio questo un anno di svolta per il campionato italiano e per le  nuove leve, finalmente libere dai fantasmi dei loro miti e da ingombranti colossi forieri di panchine eterne. Possa questo essere l'anno dei Pato, degli Jovetic, dei Giovinco, ma ancora, dei Destro, degli Insigne e degli Immobile. Sono pronto a scommettere che fra questi e fra molti altri oggi ancora sconosciuti nasceranno delle stelle da qui a fine campionato . È il loro anno.

Per il resto, le griglie di partenza non possono che tenere conto dello scorso campionato e del lavoro fatto dalle società, ma, aggiungo, dagli allenatori quest'estate.
Inutile ricordare come chi è campione in carica rimanga comunque il favorito. Tutti si aspettavano una Juve col giocatore da doppia cifra in attacco e invece, paradossalmente, la Vecchia Signora ha reso ancora più impressionante il suo punto di forza dello scorso campionato, il centrocampo: non solo Isla e Asamoah, i giovanissimi Pogba e Marrone lasciano a bocca aperta per la loro personalità. 
Subito dietro vedo il solito Napoli, ancor più consolidato a livello di affiatamento e con diversi giovani interessanti: cruciale, come al solito, sarà Hamsik e chi, come lui, saprà rifornire dal centrocampo uno degli attaccanti più forti del pianeta come Cavani
L'Inter sta pian piano creandosi una nuova personalità, fatta di fantasia al potere, supportata da un centrocampo dinamico e muscolare. Qui la differenza fra potenziale e resa effettiva sul campo la farà il nuovo giovanissimo tecnico Stramaccioni. Vedo benissimo Palacio, molto meno Milito.
Bene anche la Roma, che, pur orfana dell'ottimo Borini, con Zeman, Destro, Lamela e Pianijc promette (e sicuramente manterrà) velocità e spettacolo. Tuttavia se devo veramente puntare su qualcuno allora dico Fiorentina, unica libera dalle fastidiose coppe del giovedì. Stevan Jovetic ha tutte le carte in regola per arrivare a 20 gol grazie ad un centrocampo eccellente puntellato con il talento di Cuadrado e Aquilani e orchestrato da un giovane allenatore come Montella che si sta dimostrando davvero in grado di fare la differenza. Vedo male Lazio e Udinese, vedo bene la Samp (con Maresca tutto è possibile!) e, un gradino sotto, anche il Genoa con la coppia Immobile - Merkel che farà parlare di sè.
Capitolo Milan: ci sono tutte le premesse perchè questa possa essere una stagione fallimentare. A parte De Jong, prese mezze seghe praticamente in ogni reparto e ceduti pezzi da novanta e senatori monumentali. C'è solo una persona che potrà smentirmi ed è il Mister Allegri: starà a lui trovare la maniera per motivare e galvanizzare i suoi players e far credere a Pazzini di poter essere lo Schevchenko dei bei tempi, o trasformare un Montolivo nell'Albertini che non è mai stato. La differenza la farà davvero la grinta: se tutto funziona allora anche i Bojan e i Pato potrebbero divertirsi, ma se, al contrario, non ci sarà la compatezza necessaria si prospettano tempi acerbi. 

lunedì 23 gennaio 2012

GIRO DI BOA!



Eccoci giunti al giro di boa del campionato italiano.
Un po' di numeri: 19 partite giocate, 472 gol segnati, 9 allenatori esonerati. Ibrahimovic e Di Natale sono i due capocannonieri a quota 14 gol, Cassano e Armero sono i due migliori assist-men del torneo (7), la Juventus (41 punti) è in cima alla classifica imbattuta, con la miglior difesa, seguita a ruota dal Milan col miglior attacco.
Alcune considerazioni rispetto ai pronostici e alle griglie di partenza: il Milan ha confermato il suo ruolo di favorita dando sempre l'impressione di poter ammazzare le partite da un momento all'altro con le giocate dei suoi campioni (su tutti Ibra, Binho e Boateng) anche nelle sue partite peggiori; ha però faticato prima di ingranare e trova tuttora le maggiori difficoltà quando si imbatte nelle cosiddette 'grandi' (finora solo una vittoria, di misura, contro la Roma); quasi inversa la situazione di una sorprendente Juventus che macina costantemente e in maniera corale un gioco di squadra che logora pian piano gli avversari, ma talvolta stenta a tramortirli; se c'è un appunto da farLe è infatti quello di non capitalizzare al massimo le dozzine di palle gol che l'ottimo centrocampo cuce e ricuce senza guardare in faccia a nessuno. Si è parlato per tutta l'estate di top-players, ma al momento quello che sta facendo la differenza è un vero, quanto inaspettato, 'top-coach' che addenta le partite con la stessa grinta nochè eleganza di quando era calciatore: signori e signore, chapeu al lavoro di Antonio Conte. [E un rinnovato ringraziamento a Lord Mortimer Galliani per averci regalato il miglior centrocampista italiano dell'ultimo ventennio].
Brilla ormai di luce propria la stella dell'Udinese, ormai una realtà che va al di là di ogni più rosea fantasia di inizio stagione: qui la parte da leone la fanno l'organizzazione societaria e due eterni fuoriclasse sempre snobbati come Guidolin e Di Natale (il suo gol di ieri contro il Catania ricorda quello di Zidane della finale di Champions).
L'Inter è stata per la prima parte della stagione la sorpresa più grande in negativo: una squadra senza identità, senza motivazioni, senza coesione e senza palle. Fortuna che il buon Mastro Ranieri era libero ed è stato chiamato a fare ciò che sa fare meglio: mettere delle toppe di solidità e di disciplina che alla lunga hanno dato i soliti frutti genuini. Tuttavia l'Inter rimane ancora una incognita priva di una vera idea di gioco, persino nelle vittorie più larghe e smaglianti (vedi Parma e Milan). Ma Ranieri non è certo un tipo schizzignoso e probabilmente ha già indirizzato il gruppo verso un maggiore e più duraturo equilibrio (peccato che verrà silurato a fine stagione).
Lazio, Napoli e Roma sono tutte lì, a braccetto, ognuna con storie diverse. I biancocelesti stanno ricalcando l'andamento della scorsa buona stagione, ma devono fare talvolta i conti con alcune lacune tecniche soprattutto in difesa; gli azzurri del buon Mazzarri hanno superato a pieni voti l'esame Champions e, come da copione, hanno mollato un po' di punti in campionato; ai dirigenti della Roma va riconosciuto il merito (non così comune) di aver creduto nel progetto di Louis Enrique che piano piano sta dando i suoi frutti in termini di spettacolo e di punti.
Fra i singoli giocatori, oltre ai già sopra citati, vanno segnalati un sontuoso Lamela, rapidissimo ad inserirsi così giovane in uno dei campionati più ostici per il gioco degli attaccanti, un Marchisio finalmente a livelli di eccellenza internazionale, un Nocerino che merita davvero (e probabilmente ha sempre meritato) di giocare in una grande d'Europa, e infine, pur invischiato nelle beghe della Fiorentina, uno Jovetic che potrebbe benissimo seguire le orme del divin codino (io ne sarei entusiasta).
E adesso? Cosa prevedete per il girone di ritorno?