Se la prima giornata aveva già confermato i dubbi e le certezze che aleggiavano sotto l'ombrellone, chi si aspettava dal mercato i botti finali per poter sognare un po' di più è rimasto deluso.
La serie A riparte orfana sì di diversi top players, ma soprattutto orfana di una generazione di campioni che sono stati protagonisti assoluti degli ultimi quindici anni: da Del Piero a Inzaghi, passando per Zambrotta, Nesta, Gattuso, onore a questi campioni del mondo che dall'under21 fino all'ultima passerella d'addio hanno sempre tirato fuori grinta e orgoglio da gladiatori e rimarranno ora delle vere e proprie icone per le generazioni future. I gol “alla Del Piero” continueranno a chiamarsi così fino a che non arriverà qualche scugnizzo in grado di ripetere la stessa prodezza in serie per almeno un anno o due e, se possibile, con maggior spettacolarità. I predatori d'area continueranno ad evocare Superpippo fino a quando non si inventeranno una maniera nuova di sgraffignare tonnellate di gol nell'area piccola. Il termine “Nesta” sarà sinonimo di saracinesca difensiva e “Gattuso” di mastino di centrocampo fino a quando qualche personaggio del loro calibro nn prenderà il loro posto, ma ne dovranno correre di kilometri, parola del buon Zambrotta, inesauribile tornante sulla scia del glorioso Cabrini.
Eppure potrebbe essere proprio questo un anno di svolta per il campionato italiano e per le nuove leve, finalmente libere dai fantasmi dei loro miti e da ingombranti colossi forieri di panchine eterne. Possa questo essere l'anno dei Pato, degli Jovetic, dei Giovinco, ma ancora, dei Destro, degli Insigne e degli Immobile. Sono pronto a scommettere che fra questi e fra molti altri oggi ancora sconosciuti nasceranno delle stelle da qui a fine campionato . È il loro anno.
Per il resto, le griglie di partenza non possono che tenere conto dello scorso campionato e del lavoro fatto dalle società, ma, aggiungo, dagli allenatori quest'estate.
Inutile ricordare come chi è campione in carica rimanga comunque il favorito. Tutti si aspettavano una Juve col giocatore da doppia cifra in attacco e invece, paradossalmente, la Vecchia Signora ha reso ancora più impressionante il suo punto di forza dello scorso campionato, il centrocampo: non solo Isla e Asamoah, i giovanissimi Pogba e Marrone lasciano a bocca aperta per la loro personalità.
Subito dietro vedo il solito Napoli, ancor più consolidato a livello di affiatamento e con diversi giovani interessanti: cruciale, come al solito, sarà Hamsik e chi, come lui, saprà rifornire dal centrocampo uno degli attaccanti più forti del pianeta come Cavani.
L'Inter sta pian piano creandosi una nuova personalità, fatta di fantasia al potere, supportata da un centrocampo dinamico e muscolare. Qui la differenza fra potenziale e resa effettiva sul campo la farà il nuovo giovanissimo tecnico Stramaccioni. Vedo benissimo Palacio, molto meno Milito.
Bene anche la Roma, che, pur orfana dell'ottimo Borini, con Zeman, Destro, Lamela e Pianijc promette (e sicuramente manterrà) velocità e spettacolo. Tuttavia se devo veramente puntare su qualcuno allora dico Fiorentina, unica libera dalle fastidiose coppe del giovedì. Stevan Jovetic ha tutte le carte in regola per arrivare a 20 gol grazie ad un centrocampo eccellente puntellato con il talento di Cuadrado e Aquilani e orchestrato da un giovane allenatore come Montella che si sta dimostrando davvero in grado di fare la differenza. Vedo male Lazio e Udinese, vedo bene la Samp (con Maresca tutto è possibile!) e, un gradino sotto, anche il Genoa con la coppia Immobile - Merkel che farà parlare di sè.
Capitolo Milan: ci sono tutte le premesse perchè questa possa essere una stagione fallimentare. A parte De Jong, prese mezze seghe praticamente in ogni reparto e ceduti pezzi da novanta e senatori monumentali. C'è solo una persona che potrà smentirmi ed è il Mister Allegri: starà a lui trovare la maniera per motivare e galvanizzare i suoi players e far credere a Pazzini di poter essere lo Schevchenko dei bei tempi, o trasformare un Montolivo nell'Albertini che non è mai stato. La differenza la farà davvero la grinta: se tutto funziona allora anche i Bojan e i Pato potrebbero divertirsi, ma se, al contrario, non ci sarà la compatezza necessaria si prospettano tempi acerbi.


